Formula SAE Team

Politecnico di Milano, Dip. di Meccanica, Via la Masa 1

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2015

 

Stagione 2015

 

 

La peculiarità più importante della DP7 è il suo monoscocca in fibra di carbonio, frutto della nuova collaborazione con lo sponsor Bercella. È un monoscocca ibrido con telaio a traliccio posteriore, che segna un punto di transizione tra la vecchia e la nuova generazione delle vetture del Dynamis. Dato che gran parte delle energie del team si concentra sul telaio, gli altri componenti non vengono stravolti, in modo anche da poter utilizzare pezzi della DP6 come ricambi. La tradizionale conformazione a due ammortizzatori viene migliorata grazie al passaggio dai vecchi Öhlins ai nuovi Koni, e all’abbandono degli smorzatori a rollio.

Un altro aspetto di grande miglioramento della nuova monoposto è l’elettronica, con il ritorno al cambio elettro-attuato al volante e a un nuovo sistema di controllo della frizione.

Seppur senza pacchetto aerodinamico completo, le pance vengono appositamente studiate per generare downforce senza tralasciare il raffreddamento del radiatore, e in questo senso sono un importante passo in avanti per lo sviluppo dei prototipi futuri.

 

La DP7 ben figura nel primo appuntamento della stagione a Hockenheim, trasferta che sancisce il ritorno del team a competere oltre i confini nazionali, ma trova grande difficoltà nell’Autocross data la grande differenza di grip tra l’asfalto trovato in gara e quello del tracciato dei test. Il setup viene completamente stravolto e la vettura è pronta il giorno seguente per dimostrare tutto il suo potenziale durante l’Endurance.

La vettura, che il giorno prima sembrava lenta e molto difficile da guidare, ora è precisa e molto veloce, ma la rimonta viene interrotta dalla rottura di un componente del leveraggio del cambio.

La DP7 rimane bloccata in seconda marcia, ma questo non le impedisce di doppiare altre vetture in gara in quel momento.

Al momento del cambio pilota, nonostante l’unica preoccupazione del team sia quella di riprendere la prova partendo in seconda, i giudici si accorgono di una perdita d’olio dovuta agli alti regimi sostenuti dal motore degli ultimi giri, e decidono per ragioni di sicurezza di impedire alla DP7 di terminare la gara.

 

La DP7 non si lascia sfuggire ciò che le spetta all’appuntamento di Varano de’ Melegari, e dopo un weekend impeccabile, coronato da un secondo posto al Design Event, regala al Dynamis PRC il titolo di miglior team italiano, e quinto assoluto di tutto l’evento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DP7

 

 

Dopo la difficile esperienza del team con il telaio nel 2014 a Varano, il team ha iniziato subito a sviluppare un nuovo tipo di telaio in fibra di carbonio, più robusto e affidabile di quello della DP6. La tecnologia di produzione mediante pannellatura infatti aveva mostrato delle buone potenzialità ma aveva fallito nelle performance a causa di problemi legati alla realizzazione.

Verso fine ottobre però appare la possibilità di realizzare un telaio in fibra di carbonio tradizionale per la parte anteriore della macchina. La nuova potenzialità realizzativa raggiunta grazie ai nostri sponsor ha messo il team di sviluppo in difficoltà: nessuno nel team aveva mai avuto esperienza nella progettazione di un telaio monoscocca in fibra di carbonio. Per questo motivo l'intero gruppo di progettisti si concentrerà  sul solo sviluppo del telaio lasciando praticamente invariate molte altre componenti della macchina. In un primo momento infatti si era ipotizzato di sviluppare nuove sospensioni abbandonando il concetto del QT Limite e adottando una soluzione a quattro ammortizzatori indipendenti disposti in verticale.

Una sostanziale differenza con i prototipi degli anni precedenti risiede nell'inizio degli studi aerodinamici della vettura, queste prime simulazioni computerizzate porteranno durante il periodo progettuale alla realizzazione di appendici aerodinamiche solidali alle pance per generare down force. Si è deciso di non progettare un pacchetto aerodinamico completo ma di sviluppare l'aerodinamica per step nei prototipi degli anni successivi. In questo modo è stato possibile iniziare a raccogliere dei dati su pista che si sarebbero rivelati essere fondamentali per i prototipi successivi.

Dal punto di vista dell'elettronica il maggior passo avanti è stato il raggiungimento di un cambio e di una frizione elettro attuati finalmente stabili e più performanti dei precedenti modelli.

Per quanto riguarda invece la parte più meccanica del veicolo, non ci sono grossi stravolgimenti, motore, differenziale e freni rimangono sostanzialmente invariati rispetto all'anno precedente. Il condotto di aspirazione invece viene disposto non più in orizzontale, ma in verticale, migliorando la portata e le linee di flusso del condotto.

Qualche nuova soluzione tecnica si presenta anche all'impianto sterzante della macchina: non solo viene sviluppato internamente ma vengono rivisti la scatola di sterzo, il pignone e la cremagliera.

I cerchi rimangono OZeta ma per la prima volta nella storia della squadra vengono adottati cerchi in magnesio per ridurre notevolmente il peso. Aggiornamenti anche nel cockpit con un nuovo pedale del gas realizzato interamente in carbonio per ridurre ulteriormente il peso.

 

Dati Vettura:

Peso: 184 Kg

Potenza: 65 CV

Coppia: 61 Nm

 

 

Curiosità:

Nonostante la stagione 2015 fosse conclusa, la DP7 viene presto portata nuovamente in pista l'anno successivo per un'intensa collaborazione con il nostro sponsor Pirelli per sviluppare dei pneumatici su misura per le nostre necessità. Durante i test effettuati a Vizzola e Ottobiano, è stato possibile individuare il miglior tipo di mescola per le gare e con i numerosi dati raccolti sull'usura e la temperatura della gomma è stato possibile affinare il modello fisico del nostro simulatore.

 

 

 

 

 

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